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Salute Mentale / A Roma, il 14-15 giugno l’assemblea conclusiva della Conferenza Nazionale

Fada (Fp Cgil Brescia): ‘un momento di confronto importante’
13 giu. – “La Conferenza intende essere occasione di confronto aperto e di partecipazione democratica, per valutare lo stato delle politiche e dei servizi per la salute mentale, la necessità di un aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza e di un Nuovo Piano Nazionale, capaci di affermare il diritto alla tutela della salute mentale, respingendo qualsiasi tentativo di restaurare la logica manicomiale, per affermare invece i principi sanciti dalle leggi di Riforma 180 e 833 del 1978”. Così sul sito della Conferenza nazionale per la Salute Mentale – promossa da 113 associazioni e a cui hanno aderito Cgil Cisl Uil - che, dopo le tappe locali avviate nel dicembre 2018, si prepara alla due giorni di assemblea conclusiva a Roma, il 14 e 15 giugno (Facoltà di Economia dell’Università La Sapienza, via del Castro Laurenziano, 9). Proprio domani, alla sesta sessione dal titolo “Dopo gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari: salute mentale e Giustizia. Oltre le Rems e il carcere” interverrà Massimo Fada, delegato Rsu Cgil all’Asst Spedali Civili di Brescia. “Sarà un momento di confronto importante, per fare un bilancio di questi anni, sulle buone pratiche da individuare come strategie di intervento, e anche per riflettere, ad esempio, sul ruolo avuto dalle Rems, le residenze di esecuzione delle misure di sicurezza, dopo che nel 2017 sono stati definitivamente chiusi gli opg” afferma Fada. Perché parli di ruolo delle Rems? “La legge prevede che queste strutture per persone con sofferenza mentale e autrici di reato siano solo l’ultima ratio, proprio per evitare il ritorno alla logica manicomiale. Ma è stato veramente così?”. Rispetto invece alle buone pratiche, avrai esempi da raccontare? “Sì, anche se in un contesto di continui tagli alle risorse e privatizzazione della sanità pubblica, al Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze dove lavoro sono stati raggiunti tre risultati – risponde il sindacalista -: smantellamento della pratica dell’elettroshock nel presidio di Montichiari (riduzione del 63% dei pazienti e del 72% di primi pazienti); formazione dell’equipe forense per elaborazione di progetti alternativi alla Rems (a Castiglione delle Stiviere le persone nella struttura sono scese da 13 a 8, con un’ottantina di pazienti in misura di sicurezza seguiti dagli operatori DSM sul territorio)”. Quali sono invece le criticità? “Tra le diverse, la frammentazione degli attori della salute mentale coinvolti su questa partita delicata e complessa. È mancato un luogo di elaborazione e confronto tra utenti, familiari, operatori, cittadini, privato sociale. E così il nostro territorio bresciano non ha potuto essere tappa della Conferenza. Fare rete e fare sintesi fa sempre la differenza, senza nulla togliere alle iniziative dignitose che sono state realizzate”.
tiziana.altea | 13 giugno 2019, 07:00
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