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Sanità privata / Sciopero lombardo del 18 giugno

Creston (Fp Cgil): chiediamo riconoscimenti economici e normativi, il contratto nazionale è un diritto
12 giu. – “Ci sono notizie, per ora. Definirle buone è ancora troppo presto. Ieri si è svolto un incontro con la Conferenza delle Regioni e le organizzazioni sindacali. la Conferenza ha dichiarato la disponibilità a insistere con le associazioni datoriali perché si riprenda la trattativa e si avvii verso la conclusione, con il rinnovo del contratto della sanità privata. Però siamo ancora lontani da una soluzione positiva della vertenza e per questo motivo abbiamo deciso di procedere con l’indizione di questo sciopero regionale”. Così Gilberto Creston, segretario Fp Cgil Lombardia, intervistato da Patrizia Pallara di Radio Articolo 1 questa mattina, prima della conferenza stampa unitaria organizzata in sede Cisl Fp insieme alla Uil Fpl regionale. Lo sciopero è quello della sanità privata del prossimo 18 giugno, che coinvolge oltre 50mila lavoratrici e lavoratori. Come rileva Creston, numerose sono state le iniziative, a livello nazionale e anche sul nostro territorio, per premere sulle controparti datoriali Aris e Aiop. “Le strutture della sanità privata con i loro dipendenti concorrono all’erogazione dei servizi di tutta la sanità in Lombardia. Sono servizi importanti, in molti casi sono eccellenze. Però, a fronte di questo impegno che mettono tutti i professionisti, purtroppo non c’è ad oggi un riscontro in termini di rinnovo contrattuale, di riconoscimento di diritti e di incrementi salariali che siano in linea con quelli che ci sono stati nella sanità pubblica – afferma il dirigente sindacale -. Teniamo presente che oggi il differenziale tra chi lavora nella sanità privata e chi lavora nella sanità pubblica è importante, parliamo di cifre che superano abbondantemente le migliaia di euro in un anno”.
I sindacati rivendicano, oltre all’aumento tabellare in linea con le retribuzioni della sanità pubblica, il recupero adeguato di una vacanza contrattuale di oltre 12 anni e – aggiunge Creston – “l’adeguamento di tutta una serie di aspetti normativi che riguardano il mercato del lavoro, il sistema dei diritti, dei permessi, il tema delle relazioni sindacali all’interno delle aziende, perché poi dopo il contratto nazionale sarà importante iniziare un percorso di contrattazione integrativa che servirà anche a far funzionare meglio i servizi”.
Dalla conferenza stampa unitaria di oggi è stato ricordato, nell’ambito dello sciopero del 18 giugno, il presidio regionale che si terrà a Milano davanti ad Assolombarda (via Pantano 9, ore 9.30-13.30). “Questa vergogna deve finire. È inaccettabile l’atteggiamento delle controparti datoriali Aris e Aiop. Lavoratrici e lavoratori sono esasperati e arrabbiati. Vanno rispettati. Questo sciopero sarà un’altra importante iniziativa per riconquistare il diritto al rinnovo del contratto nazionale” hanno dichiarato le categorie sindacali.
tiziana.altea | 12 giugno 2019, 21:17
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